C’è chi nel cassetto tiene i sogni, io ci tenevo due tesi: una in Giurisprudenza prossima ai 10 anni di vita e una di Master in Disability Management che di anni ne ha già quasi 5. Ho deciso di rispolverarle e provare a tradurre il legalese in pillole pop, veloci e pratiche. Zero teoria dall'alto, ma spunti reali e riflessioni personali per mettere al centro il diritto di abitare lo spazio lavorativo alle proprie condizioni.
Nel dibattito sul collocamento mirato si sente spesso dire che per le imprese sia più comodo “pagare le sanzioni” anziché adempiere agli obblighi di legge. Dal punto di vista giuridico ed economico, questa narrazione è del tutto errata.
Per capirlo occorre fare un passo indietro: la Legge 68 ha trasformato le violazioni sul collocamento obbligatorio da reato a illecito amministrativo. Contestualmente, per mantenere un forte effetto deterrente, le sanzioni economiche sono state inasprite in modo significativo e destinate a finanziare i Fondi regionali per l’occupazione dei disabili.
Spesso però ciò che nell’opinione comune viene scambiato per “pagare una multa” è in realtà un meccanismo del tutto diverso. Occorre distinguere tra:
L’esonero parziale: Le aziende con lavorazioni faticose o pericolose possono essere autorizzate a non coprire tutta la quota d’obbligo, ma pagano un contributo esonerativo giornaliero per ciascun lavoratore non assunto. Questa non è una sanzione punitiva, ma una somma che va a finanziare i progetti regionali d’inclusione.
La sanzione vera e propria: Se un’azienda non ha diritto all’esonero e semplicemente sceglie di non assumere (superati i 60 giorni dall’obbligo) o dimentica di inviare entro il 31 gennaio il prospetto informativo annuale, scattano sanzioni sia per il mancato invio del prospetto sia le mancate assunzioni, parametrate al numero di persone non assunte sulla base delle quote di riserva.1
Dal 1° gennaio 2027, a seguito dell’aumento del contributo esonerativo da 39,21 a 44,32 euro, la sanzione salirà a: 221,60 euro al giorno per ogni lavoratore non assunto.2
Le aziende non scelgono le sanzioni per convenienza, ma usano gli esoneri perché spesso non sanno da che parte iniziare per integrare una persona con disabilità. Il lavoro del Disability Manager sta proprio qui: smettere di rincorrere la punizione e iniziare a costruire contesti di lavoro che funzionano.
Disability Manager #1 - Oltre le quote
C’è chi nel cassetto tiene i sogni, io ci tenevo due tesi: una in Giurisprudenza prossima ai 10 anni di vita e una di Master in Disability Management che di anni ne ha già quasi 5. Ho deciso di rispolverarle e provare a tradurre il legalese in pillole pop, veloci e pratiche. Zero teoria dall'alto, ma spunti reali e riflessioni personali per mettere al c…
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