La montagna senza andare in montagna
Quando l’altitudine si trova nelle persone e la cima diventa un traguardo da costruire insieme
La montagna non è fatta solo di vette da scalare o sentieri di roccia. È fatta di persone, di relazioni, di progetti e di visioni che portano quella stessa altitudine nella vita di ogni giorno.
Il titolo di questa newsletter nasce proprio da qui: dalla consapevolezza che si può fare parte di una cordata anche stando davanti a una scrivania, se l’obiettivo è comune e l’orizzonte resta aperto a tutte e tutti.
Qualche giorno fa questo principio ha preso forma in modo molto concreto, attraverso un viaggio. Per raggiungere Milano e partecipare alla riunione della Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale (SODAS) del CAI centrale, sono uscita dalla mia comfort zone prendendo per la prima volta il treno insieme a un assistente personale.
Un’esperienza che è stata, a tutti gli effetti, una piccola “ascesa”: una sfida logistica ed emotiva che mi ha permesso di sperimentare un nuovo modo di muovermi, di abitare lo spazio pubblico e di fidarmi di un’organizzazione condivisa. Un viaggio che racconta molto di cosa significhi davvero accompagnare — e lasciarsi accompagnare.
È stato proprio in questa occasione che sono stata nominata segretaria esterna della SODAS, una realtà preziosa che si occupa di montagnaterapia ed escursionismo adattato, lavorando perché la bellezza e il valore terapeutico della montagna siano accessibili, sicuri e privi di barriere. In questo nuovo ruolo, che svolgerò come volontaria, supporterò le attività di comunicazione e segreteria.
Arrivata a Milano, ho trovato un clima che mi ha fatta sentire subito “in quota”. Avete presente l’atmosfera dei rifugi, dove le persone sono dirette, curiose e disponibili al confronto? Ecco, era proprio così. Anche nelle differenze di vedute, l’energia era orientata alla costruzione di un obiettivo comune, con lo stesso spirito che serve per scegliere un itinerario e percorrerlo insieme.
In SODAS ho riconosciuto la determinazione che serve per raggiungere una cima: si discute del percorso, si valutano i passi, ma nessuno resta indietro. È questo lo spirito che vorrei portare nel mio nuovo impegno: una montagna che non esclude, ma che accompagna, sostiene e rende possibile il viaggio.
Inizia così un’avventura fatta di parole, scambi e solidarietà.
E non vedo l’ora di raccontarvi i prossimi passi.
Questa newsletter per me è come un diario personale: mi aiuta a mettere in ordine i pensieri e a individuare i punti fermi della vita. Le tante e preziose esperienze di crescita che sto vivendo negli ultimi mesi, meritano però di essere condivise anche su piattaforme più comuni. Per questo, ho deciso, non senza riserve, di tornare sui social. Se ti va mi trovi anche qui o qui. Se preferisci rimanere solo nella “nicchia” I feel you, my friend.



Questo nuovo ruolo mi era sfuggito 😉🤣!!! ... ma avrei dovuto aspettarmelo che questa esperienza avrebbe portato qualche novità !!